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Cantiere I-Nove di controsoffitto riscaldante a Gif-sur-Yvette

Pubblicato il: 04/04/2016 17:28:45
Categorie: Cantieri dei clienti , Isolamento sottile riflettente , Soffitti radianti e rinfrescanti

Sostituire convettori, non aggiungere un impianto

Molte villette degli anni settanta e ottanta sono riscaldate da convettori elettrici a parete. Il tema non è quindi installare un riscaldamento, è toglierne uno che funziona ancora ma consuma male e occupa i muri.

Che cosa si recupera smontando i convettori

Un tratto di muro sotto ogni finestra, la libertà di disporre i mobili, e la scomparsa delle tracce nere che salgono sopra gli apparecchi. Quest'ultimo punto è una conseguenza diretta del rimescolamento dell'aria, e sparisce con esso.

Il circuito esistente

Un convettore è alimentato da un circuito dedicato, dimensionato sulla sua potenza. Quel circuito è il punto di partenza dello studio, e il confronto tra potenza smontata e potenza installata si fa stanza per stanza, mai in totale.

La regolazione, che cambia tutto

I convettori vecchi lavorano spesso in tutto o niente, con un'oscillazione di più gradi. Un termostato connesso che pilota una superficie radiante lavora in banda stretta, ed è da lì che viene una parte importante del risparmio.

L'ordine dei lavori

Il soffitto si posa prima delle finiture murali, perché i convettori smontati lasciano punti di collegamento da riprendere. Trattare i due nello stesso intervento evita di ridipingere due volte le stesse pareti.

Che cosa resta della vecchia posizione

Una volta smontato il convettore restano un'uscita cavo e due punti di fissaggio. La ripresa è leggera, ma va prevista nel preventivo: è tipicamente il dettaglio dimenticato che lascia un cantiere finito al novantanove per cento per tre settimane.

La regolazione è presentata su la pagina degli scenari del termostato, e il principio su quella del riscaldamento passivo.

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