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Un controsoffitto teso riscaldante in montagna

Pubblicato il: 15/11/2019 23:45:28
Categorie: Cantieri dei clienti

Il soffitto, ultimo piano disponibile di uno chalet

In un interno di montagna i muri sono spesso in legno, le capriate a vista, e l'arredo si regge su questi materiali. Il soffitto è di frequente l'unica superficie su cui si può intervenire senza toccare l'identità del luogo.

Il perlinato, onnipresente

Copre migliaia di soffitti di chalet e non porta quasi alcun isolamento. Conservarlo come supporto e posare sotto uno strato isolante e poi un rivestimento nuovo risolve la prestazione senza togliere il carattere dell'edificio.

I grandi volumi di soggiorno

Un soggiorno di chalet sale spesso fino alla capriata. Scaldare l'aria di un volume del genere equivale a scaldare una riserva irraggiungibile, mentre un emettitore radiante agisce sulle persone qualunque sia l'altezza del soffitto.

Il telo teso e il legno

Un telo opaco in contrasto con travi a vista chiude il volume senza chiuderlo visivamente. È una scelta estetica discutibile, ma si pone anche come scelta tecnica di chiusura del plenum.

L'occupazione intermittente

Un alloggio di montagna è spesso vuoto tra due soggiorni. Un sistema reattivo, pilotato a distanza, tiene un antigelo economico e rimette la casa in temperatura prima dell'arrivo, il che corrisponde all'uso reale.

Che cosa verificare in uno chalet

Lo stato della capriata, la ventilazione e la presenza di umidità sotto la copertura. Chiudere un plenum su un problema esistente lo rende invisibile senza eliminarlo, e la diagnosi precede sempre la posa. Una vecchia traccia d'acqua su un arcareccio si fotografa e si data prima di essere coperta, altrimenti nessuno saprà se si è mossa.

Il cantiere di Morzine è raccontato su la sua pagina, e il clima freddo su quella del Giura.

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