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Sostituzione di film riscaldanti sotto il tetto

Pubblicato il: 24/05/2019 14:40:54
Categorie: Cantieri dei clienti

Sostituire non è installare

Un impianto esistente impone vincoli che un cantiere nuovo ignora: un'impostazione già fatta, un supporto già forato, circuiti già tirati. Il primo lavoro consiste nel capire che cosa è stato posato prima di decidere che cosa sarà cambiato.

La diagnosi

Una misura di resistenza circuito per circuito localizza la zona guasta. È frequente che una sola zona sia in causa e che il resto dell'impianto funzioni perfettamente, il che cambia del tutto l'entità del cantiere.

L'accesso in sottotetto

È quello che decide il metodo. Un sottotetto accessibile permette di intervenire dall'alto senza toccare il rivestimento. Un sottotetto inaccessibile impone di passare dalla stanza, quindi di smontare il soffitto finito.

Quello che si conserva

Le alimentazioni, la siglatura dei circuiti e spesso l'orditura. Sono le voci che costano in tempo, e conservarle riporta l'operazione a una sostituzione di componenti invece che a una reinstallazione completa.

Quello che si approfitta per correggere

L'isolamento del plenum. Un impianto vecchio è stato spesso posato senza riflettente o con un'intercapedine aperta. Essendo il soffitto aperto comunque, è il momento in cui la correzione costa meno.

La documentazione da lasciare

Piano delle zone, misure rilevate, riferimenti del materiale posato. Chi interverrà dopo, tra dieci o quindici anni, si troverà esattamente nella situazione appena vissuta, e quel fascicolo gli risparmierà la diagnosi. Tre fotografie prima della chiusura valgono spesso più di un manuale di dieci pagine.

Il collegamento è dettagliato su la pagina dedicata, e la scelta del film su quella dei film riscaldanti.

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